Ti Trovi in:   Home » Guida turistica » Un po' di storia

Stampa Stampa

GUIDA TURISTICA

Un po' di storia

MOSSO

L’origine del nome non è certa, ma due sono le ipotesi sul suo significato, una che lo fa derivare dal cognome di un’antica famiglia e precisamente quella dei Mossi e l’altra dall’instabilità geologica del terreno…
Il nome di Mosso ha assunto nel tempo una grafia diversa, come risulta dagli antichi documenti, dai diplomi e dagli statuti in cui si ritrova la forma Moxum o Moxo. Inoltre in un documento del 1185 è detto Muxo mentre nella bolla papale di Urbano III la grafia è nuovamente Moxum. In epoca più tarda si trova Moxium Sanctae Mariae. Solo nel XVIII si comincerà ad usare il nome Mosso Santa Maria, mentre precedentemente si usava dire Santa Maria di Mosso per indicare uno dei sei cantoni – sia pur il principale - che componevano la Comunità di Mosso. Dal 1999, anno di fusione con il comune di Pistolesa, Mosso Santa Maria ha ripreso l’antico toponimo Mosso.

FONDAZIONE

Non si conosce la sua origine né l’anno di fondazione, ma il toponimo di Mosso viene citato per la prima volta nel 962 d.c., tra i territori donati dall’imperatore Ottone I ad Aimone di Lomello.
E’ certa comunque la presenza della chiesa parrocchiale fin dal 1140.

ISTITUZIONE

• Il 4 luglio 1185 la Comunità di Mosso acquisisce dai nobili Bulgaro l’investitura delle Alpi Asolate
• Il 17 novembre 1346 la comunità ottiene, con il giuramento di fedeltà ai vescovi di Vercelli, l’investitura dei pascoli, delle alpi, dei boschi e di ogni cosa dalla chiesa vercellese.
• Nel 1398 ottiene ogni diritto azione e dominio diretto delle montagne comuni e sulla comunità acquisendo così uno dei primi possedimenti montani dei comuni Biellesi.
• Nel 1408 il Conte Amedeo di Savoia concede i primi Statuti altri verranno concessi nel 1443 e nel 1581

STORIA

Ripercorrendo le vicende storiche di Mosso si deve ricordare che questo territorio, come il resto del Biellese, faceva parte del Vercellese e, con tutto il Vercellese, come risulta dal diploma imperiale dell’826 e che pertanto fu coinvolto, anche se marginalmente, nelle vicende storiche di quest’area.
Mosso è un antico comune di origine medievale, ma è anche il nome che contraddistingue un vasto territorio che viene infeudato nel 962, al conte Aimone di Lomello per poi essere successivamente concesso, nel 999, dall’imperatore Ottone III al vescovo-conte di Vercelli. I vescovi di Vercelli, a loro volta, lo infeudano ai nobili e potenti Bulgaro che ne diventano signori e tali rimangono fino al 1379; A loro si presuppone si debba la costruzione di una fortificazione o castello, attestata sin dal 1227, che dovrebbe risalire al XII secolo e la cui ubicazione risulterebbe attualmente sul territorio del comune di Vallemosso.
Il territorio di Mosso nel 1185 era vastissimo e comprendeva gli antichi cantoni di Mosso Santa Maria, Valle inferiore Mosso (Vallemosso), Crocemosso e Valle Superiore Mosso (ossia frazione Sella e i territori facenti parte di questo antico comune unitosi a Mosso nel 1938) oltre a Pistolesa, Veglio e il Mortigliengo ed aveva in feudo le montagne Assolate ossia il Monte Isolà. Un territorio vastissimo che fondava la propria sussistenza sulle attività silvo pastorali.
Le riunioni, per la nomina dei consoli e per gli affari della comunità, si tenevano presso la chiesa parrocchiale di Mosso ubicata nel cantone di Santa Maria di Mosso che rappresentava pertanto il centro morale e amministrativo di tutta questa vasta zona.
La rettoria di Mosso faceva parte della Pieve di Santa Maria di Cossato ed era una sola curia e vicinia, cioè una parrocchia con Pistolesa, Veglio, Crocemosso, Vallemosso e il Mortigliengo ed aveva, nel XIV secolo, il fonte battesimale. La forte distanza tra Mosso e il Mortigliengo fece si che quest’ultimo nel 1298 si staccasse diventando autonomo come parrocchia mentre gli altri territori si separarono solo a partire dal XVI secolo ad esclusione di Pistolesa e Valle Superiore.

Agli inizi del 1300 il territorio di Mosso viene coinvolto nelle vicende dell’eretico Fra Dolcino e la “villa” di Mosso Santa Maria subirà la stessa sorte degli altri territori della zona e verrà saccheggiata e distrutta.
Sino al 1326 oltre ai Bulgaro e alla potente famiglia dei Vialardi di Verrone vi erano altre nobili famiglie che campavano diritti su questo territorio tra cui i De Carraris e i De Mosso.

Il 17 novembre 1346 è una data importante per i sindaci e procuratori della comunità di Mosso poiché essi giurano fedeltà al vescovo di Vercelli e ricevono l’investitura della comunità, dei pascoli, delle alpi e di ogni cosa della chiesa vercellese.
Dal 1347 al 1352 il territorio di Mosso è ancora in parte sotto la denominazione dei Vialardi, che detengono anche la proprietà di una parte del castello che alieneranno agli uomini di Mosso nel 1347 i quali comunque lo distruggeranno tanto che di esso non si farà più menzione dopo il 1379.
Nel 1379 inizia la dominazione sabauda che verrà completata nel 1404; da questa data le sorti della comunità sono legate alle vicende storiche di casa Savoia. La dominazione Savoia nel 1379 comprende solo i territori appartenenti al vescovo-conte di Vercelli, mentre la parte sottoposta al comune di Vercelli passerà, nello stesso secolo ai Visconti di Milano. Nel 1404 la parte viscontea fa dedizione ai Savoia. .
Nel 1408 il Conte Amedeo di Savoia concede i primi statuti nei quali era data agli uomini di Mosso la possibilità di vendere, dare cambio, fare mercato delle bestie, mercanzie e beni loro nei giorni di mercato. Altri statuti vennero concessi prima di quelli del 1443 e altri ancora nel 1581. Quest’ ultimi sono particolarmente importanti, per le specifiche norme sulla lavorazione dei tessuti in essi contenuti.

A tale riguardo è necessario evidenziare che l’attività silvo-pastorale e la produzione di tessuti - le famose saje – e il loro commercio erano le due fonti economiche principali di quest’ area montana. Il commercio dei prodotti dell’attività silvo - pastorale e i tessuti fanno sì che Mosso ottenga dal Savoia nel 1564 la patente per tenere mercato e il diritto di peso e delle misure e, nel 1565, il diritto di tenere una fiera della durata di tre giorni.
E’ necessario ricordare che dal 1533 al 1721 si susseguono nuove infeudazioni concesse dai Savoia; questi vassalli comunque non possedevano “cosa alcuna” in questi territori ma avevano solo per Santa Maria di Mosso il compito di nominare il giudice e il segretario del Tribunale.

Il Seicento è un secolo particolarmente difficile per Mosso poiché carestie e pestilenze ne decimano la popolazione e il commercio delle lane e dei tessuti va in crisi. Nei primi anni del 1700 la situazione è ancora grave, il Cantone di Santa Maria di Mosso vede estinguersi un gran numero di famiglie e forte è lo stato di mendicità inoltre, anche questo territorio viene coinvolto nella guerra Franco/Spagnola. Vi è un episodio del 1704 legato all’acquartieramento di una compagnia francese a Mosso Santa Maria che viene citato da alcuni storici e menzionato negli antichi documenti d’archivio. Esso riguarda i non pochi disagi e problemi creati dalla presenza dei soldati alla popolazione. La difficoltà di convivenza tra soldati e popolazione da origine ad una violenta rivolta, causata da una lite tra un maniscalco e alcuni soldati che si conclude tragicamente, con l’uccisione di quest’ultimo. La popolazione inferocita per l’accaduto minaccia i francesi che si vedono costretti a ripararsi in chiesa, ma i mossesi saliti sul tetto della stessa, con grosse mazze minacciano di farne rovinare la volta, sui soldati. Costretti alla resa i francesi gettarono le armi e vennero fatti uscire ad uno ad uno e spogliati delle uniformi. Per evitare una rappresaglia furono lasciati liberi i soldati e trattenuti gli ufficiali come ostaggi; gli ufficiali vennero ben presto rilasciati e non vi furono fortunatamente rappresaglie.

Nel 1742 inizia la scissione del territorio di Mosso in comuni autonomi. E’ da ricordare comunque che Santa Maria di Mosso rimane capoluogo di una giurisdizione amministrativa ossia del Mandamento di Mosso che nel 1776 comprendente i territori di Valle Superiore Mosso, Pistolesa e Croce di Mosso.
Dalla fine del 1700 inizia anche un periodo economicamente positivo per Mosso, infatti la produzione dei tessuti riprende vigore e subisce un’importante trasformazione, grazie soprattutto all’introduzione delle macchine nell’industria laniera, voluta dal mossese Pietro Sella. Lungo i corsi d’acqua iniziano a localizzarsi, sempre più numerose le industrie tessili modificando il tessuto economico della zona e rendendo così Mosso culla e polo del tessile biellese.
Mosso è ancora per tutto l’Ottocento e il primo trentennio del XX secolo capoluogo del Mandamento di Mosso e vi è la sede della pretura e vengono svolte diverse attività di carattere amministrativo, ma è anche luogo di villeggiatura per la sua posizione e per la tranquillità delle sue borgate immerse tra i boschi di castagni e, non ultimo in ordine di importanza, un altrettanto importante centro scolastico.
Le scuole di Mosso hanno origine antica, tanto che la prima di esse venne fondata nel 1722.

Con il trascorrere del tempo Mosso perde progressivamente quel ruolo e quella funzione di polo amministrativo che aveva nel passato, ma rimane in esso molto forte quello culturale, grazie alla presenza delle sue scuole superiori che ne fanno il secondo centro scolastico del Biellese.

(Testi e ricerca di Lelia Zangrossi)








Comune di Mosso, Piazza Italia, 3
13822 Mosso (BI) - Telefono: 015-741212 Fax: 015-741239

E-mail: mosso@ptb.provincia.biella.it   E-mail certificata: mosso@pec.ptbiellese.it
  


SiscomAccessiWeb